Dec
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Google Chrome OS, ecco tutti i netbook compatibili

Google Chrome OS è stato lanciato ufficialmente da neanche due settimane, ma gli sviluppatori si sono già dati da fare: il sito dedicato riporta già una lista (editabile creandosi un account) con oltre venti computer compatibili, molti dei quali sono netbook. La lista indica anche se e quanto funzionano WiFi, Ethernet, trackpad e funzioni di sospensione e ripresa. Tra i netbook compatibili ricordiamo l’Acer Aspire One D250, il Dell Mini 10v, alcuni eee PC Asus il Lenovo IdeaPad S12, l’HP Mini 5101, il Samsung NC10  e il Sony Vaio W121AXW.

Su Chrome OS ci sono anche altre novità: una è che, anche se la versione ufficiale è a 32 bit, ne esiste una non ufficiale a 64 bit creata da uno sviluppatore per uso personale ma anche nessa a disposizione per il download.

Infine, in rete cominciano a trovarsi alcune versioni di Chrome OS avviabili da pen drive USB. Che devono essere da almeno 4 GB, o da 8 GB per Chrome OS per il Dell Mini 10v; all’estremo opposto si trova una versione da 1 GB, che per giunta supporterebbe tutte le funzioni, e in particolare il WiFi meglio delle altre, in quanto basata su una versione più recente del codice sorgente. Le versioni di Chrome OS per USB si possono scaricare da qui.

Fonte: Mobile Computer

Nov
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Google, nuovo primato per Chrome OS

In un comunicato diramato tre giorni fa, Google ha affermato che PC dotati del suo nuovo sistema operativo sono riusciti ad avviarsi in soli 7 secondi.

Chrome OS, che, com’è noto, è stato distribuito in forma di sorgente la settimana scorsa e che, poco dopo, è comparso come applicazione su diversi siti di distribuzione e di connessione peer-to-peer, dovrebbe rappresentare, secondo le intenzioni dell’azienda, il sistema operativo di elezione per i netbook di basso costo compatibili con le specifiche hardware divulgate da Google.

Grazie all’ambiente che somiglia molto alla browser omonimo, questo sistema operativo rompe con la tradizione imposta da Microsoft Windows per l’ambiente di apertura delle macchine, proponendo una nuova, più efficiente strada all’utilizzo dei piccoli computer.

Fin dall’inizio Google aveva giocato la carta della velocità; già all’inizio dell’anno, quando le prime voci cominciarono a circolare circa le future disponibilità del sistema operativo, da diverse fonti fu questa la dote maggiormente ipotizzata, a scapito della completezza dell’accessoristica e delle funzioni di base del sistema.

D’altro canto la cosa fu, poco dopo, confermata da una serie di affermazioni di Caesar Sangupta e di Matt Papakidos, rispettivamente product manager ed enginering director, che, in occasioni diverse, affermarono che il progetto era partito da una serie di premesse che prevedevano “… l’eliminazione di tutti processi non necessari, l’ottimizzazione delle operazioni e, per quanto possibile, l’utilizzazione della gestione parallela delle funzioni”.

Fonte: IbTimes

Nov
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Google Chrome OS sbarca su BitTorrent

Chrome OS, il sistema operativo che Google ha rilasciato come open source due giorni or sono, è stato compilato ed è adesso disponibile attraverso diversi siti di file sharing.
Il sistema operativo è apparso, quasi contemporaneamente, su diversi siti che fanno riferimento a BitTorrent, incluso Mininova.org e Pirate Bay.

Inoltre GDGT   ha pubblicato un link da cui è possibile scaricare direttamente un file immagine; l’unica richiesta a chi accede è di creare un account.

Il prodotto, pubblicizzato nella presentazione da Google come uno tra i più veloci e sicuri rivali degli attuali sistemi correnti, può essere fatto girare in ambiente virtuale usando un’applicazione desktop, come VMware e Sun Microsystem Virtual Box  .

È importante ricordare che ieri Google ha inserito, all’indirizzo Chromium Projects  una serie di dettagliate istruzioni per creare un ambiente adatto a far girare il sistema.

Gli utenti, per poter provare il nuovo OS, dovranno installare sul loro PC una macchina virtuale; di quelle nominate, VMware viene fornita in versione trial/shareware per 30 giorni mentre il pacchetto Sun è gratuito.

Le stesse istruzioni, particolareggiate in modo più avanzato, possono essere trovate presso TechCrunch.  Per chi decidesse di intraprendere queste prove occorre ricordare che il sistema operativo, compilato, è piuttosto voluminoso, vale a dire circa 280 MB.

Microsoft ha lasciato intendere, senza mezzi termini, di non essere assolutamente preoccupata della presenza di questo nuovo concorrente mentre, al contrario, Google potrebbe veramente rappresentare, secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda, la “battaglia mortale finale” fra i due  giganti della tecnologia.

È importante ricordare che i primi notebook basati su Chrome OS potrebbero vedere la luce nel prossimo 2010.-

Fonte: San Francisco Chronicle

Nov
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Debutta Chrome OS, e’ open source

Come annunciato ieri su queste pagine, Google ha presentato in anteprima mondiale, alle 19.00 (ora italiana) il suo nuovo sistema operativo Chrome OS, già oggetto, durante l’anno, di numerose indiscrezioni e illazioni.

Basato su una combinazione di codici ricavati da Linux Debian e dal browser Chrome, il sistema è fondato, fin dall’inizio, su una filosofia open source, e di esso è stato da tempo annunciata e garantita visibilità e accessibilità.

Mirato al rilascio su un gruppo selezionato di netbook entro il 2010, il sistema è stato, all’inizio del suo gruppo, pensato per macchine dual boot. La notizia è stata successivamente smentita e riconfermata più volte, e neppure nella presentazione di ieri sera è apparso chiaro come questo OS sarà definitivamente rilasciato.

La versione finale del codice sarà, in ogni caso, disponibile entro il 2010, secondo la precisa di dichiarazione di Matthew Papakitos, rilasciata durante la sessione di webcasting.

Alla dichiarazione hanno fatto eco le parole di Serghey Brin, cofondatore di Google, che ha affermato che l’integrazione tra le funzioni di sistema operativo e la piattaforma browser contribuirà a rendere ancora più semplice l’utilizzo delle piccole macchine, grazie anche al “peso leggero” che il sistema operativo garantirà.

La teleconferenza di ieri sera non ha comunque contribuito ad aggiungere molto, in termini di dettaglio, a quanto già si conosceva attraverso le indiscrezioni circolate durante l’anno.

È stato reso noto, comunque, che oltre a Debian e al browser Chrome, il sistema operativo è debitore di parti del codice anche a Moblin e WebKit e utilizza specifiche parti di PAM(sistema di autenticazione), SySLinux (bootloader), iBus (bus intelligente di input), ConnMan (un connection manager) e XScreen Server.

Le caratteristiche principali di Google Chrome OS comprendono:

  • Velocità – Google Chrome OS sarà in grado di avviarsi e riavviarsi in pochi secondi. L’integrazione a livello di codice con il browser omonimo garantirà, peraltro, una maggiore velocità nel caricamento delle pagine.
  • Semplicità- Google Chrome OS farà girare tutte le applicazioni sul Web. Questo significa che l’editing di un documento, i pdf, la visualizzazione di un’immagine ecc. avverrà su Internet, senza dover scaricare file o gestire aggiornamenti per lavorare e giocare online.
  • Sicurezza – poiché tutti i programmi eseguiti da Google Chrome OS sono applicazioni online, ogni scheda funziona all’interno di una sandbox protetta, rendendo più difficile le intrusioni di virus e malware sul computer.
    (fonte Theoria.it – Sonia Nobilini/Laura Mantovani)

Quando sarà definitivamente disponibile in forma finale, Chrome OS entrerà direttamente in competizione con il suo più grande avversario, Ubuntu Netbook Remix Edition.

Il codice sorgente del sistema è disponibile qui

Nov
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Chrome OS disponibile la prossima settimana?

Chrome OS, il sistema operativo di Google sul cui rilascio molto è stato scritto, potrebbe essere disponibile per il download probabilmente già da giovedì o venerdì prossimo, secondo una voce che circola da tempo nei blog specializzati.

L’ultima proviene da TechCrunch’s e indica l’informazione come sicura, indicando che giunge da una fonte (affidabile e autorevole).

L’informazione non fa altro che confermare quella già nota che parlava di una prossima anche se imprecisata data per uscita del sistema.

Delle rilascio di questo sistema operativo si era parlato frequentemente durante l’estate, ma poi le supposizioni non erano state supportate dai fatti; secondo notizie non confermate, il sistema operativo avrebbe avuto problemi nella messa a punto dei driver per l’hardware, soprattutto nell’ambito delle stampanti e degli scanner.

Successivamente circolò la notizia che il sistema operativo sarebbe stato rilasciato, ma dotato solo di una serie di software di supporto per le periferiche dei produttori più importanti, cosa confermata anche da notizie di frequenti contatti tra Google e Acer, Toshiba e Hewlett-Packard.

Successivamente, gli accordi con le aziende produttrici sarebbero stati ampliati, cosa che avrebbe reso man mano sempre più affidabile il sistema operativo. La prossima settimana, se le notizie saranno confermate, potrebbe pertanto vedere l’uscita di questo atteso prodotto, assieme al codice sorgente da distribuire agli sviluppatori.

L’aspettativa è grande, e Google certamente si sta impegnando per rinverdire i fasti, peraltro mai raggiunti, dal nome Chrome; come è noto, il browser omonimo non ha mai incontrato il favore dell’utenza, probabilmente a causa del suo disegno minimalista.

Nel contempo, comunque, Google sta già distribuendo una serie di informazioni tecniche tra cui un interessante studio su come realizzare la propria versione di Chrome per Mac  .

Ha inoltre messo a punto un proprio Developer Build , già disponibile per il download

Jul
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Android e Chrome OS, le prime differenze

Google inizia a raccontare, attraverso la voce del suo blog, del suo nuovo sistema, che ha gettato un sasso nello stagno dell’informatica personale; e, ovviamente, la prima domanda dell’utenza è stata: “… quanta differenza ci sarà tra il nuovo venuto e il già esistente, fortemente consolidato, Android?”.

Google ha già chiarito, in diverse forme, di non aver tenuto assolutamente in considerazione Android nello sviluppo del suo Chrome, evidenziando come, nel mercato, ci sia spazio per tutti e due e che la migliore politica per poter consentire la loro affermazione è apparsa quella di differenziarli al massimo.

Android, ormai riconosciuto leader del mercato in diretta competizione con Windows Mobile, “è stato disegnato con il primo scopo di interfacciarsi con la maggior parte delle periferiche, dai telefoni ai set-top box fino ai netbook di fascia bassa.

Sull’altro versante, Chrome OS è stato creato per persone che spendono gran parte del loro tempo e delle loro energie sul Web e destinato a computer di classe media, dai netbook fino a sistemi desktop full size”.

Google ha ammesso che aree dei due sistemi possono essere sovrapponibili, ma questo è accaduto solamente quando i benefici dell’uno potevano essere applicati, con vantaggio, all’altro. In effetti la migliore (e la più ovvia) delle differenze può essere riassunta paragonandola a quella che distingue Windows XP o Vista the Windows Mobile, l’altro outsider di Android nel mondo della telefonia mobile.

In ogni caso ambedue i contendenti di casa Google sono basati sul kernel Linux ma, in note tecniche diverse, Google ha descritto Chrome come un’architettura figlia diretta del browser omonimo e, per lo stesso motivo, destinata essenzialmente al Web. Altre voci autorevoli (Jack Gold, analista di Gold Associates) ha giudicato senza mezzi termini Chrome come un sistema destinato a trarre vantaggio dal cloud computing.

In ogni caso, i due sistemi, questo pare certo, non condivideranno lo stesso schema di comunicazione vocale, basato su codice completamente diverso. Resta invece comune, per ambedue, tutto l’ambiente di VoIP e, in genere, di codifica interna dei pacchetti vocali per la comunicazione peer-to-peer.

Nello stesso documento indicato nella fonte, Google ha tenuto a precisare, ancora una volta, di non avere alcuna intenzione di entrare in competizione con altri produttori di sistema operativo, dichiarando, nel contempo, che l’unico scopo per cui Chrome è stato creato è quello di mettere a disposizione un ambiente capace di avviarsi in pochi secondi e di funzionare su macchine di modeste risorse, senza per questo rinunciare a prestazioni di livello top.

Obiettivo difficile, certamente, ma Google ci ha abituato alle sorprese; e il fatto di aver chiesto, senza mezzi termini, aiuto alla comunità internazionale dell’open source dimostra ancora una volta le ambizioni di questo infaticabile gruppo.

Jul
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Perché nasce Google Chrome OS

A 9 mesi dal browser Chrome, arriva l’annuncio di Google Chrome OS, il sistema operativo che di Chrome è il naturale sviluppo. Basato su kernel Linux, è nato per sfruttare applicazioni sul web sviluppando il concetto di cloud computing. Chrome OS è destinato anzitutto ai netbook – i primi arriveranno nella seconda metà del 2010 – ma anche per PC di dimensioni maggiori, fino ai desktop. Con Chrome OS Google conta di segnare un nuovo punto di partenza per i PC: l’idea base è che il web ha assunto una centralità nell’uso del computer che non aveva quando sono stati progettati i sistemi operativi oggi installati nella maggioranza dei computer.

Una piattaforma aperta
Google Chrome OS funzionerà con processori x86 e ARM, e dal punto di vista operativo dobbiamo immaginare un sistema a finestre ispirato al browser Chrome. Tra qualche mese Google renderà disponibile il codice per gli sviluppatori: le applicazioni saranno compatibili anche con altri browser e anche con PC Windows e Mac: in questo modo, tra l’altro, a Mountain View si tutelano già da possibili sospetti dell’autorità antitrust. Quello che interessa a Google, in fondo, è che gli utenti accedano il più possibile al web. E per facilitarli, Google con Chrome OS ha anche riprogettato tutto il sistema di sicurezza, in modo da mettere al riparo – almeno questa è l’intenzione – dalle possibili minacce che arrivano dalla Rete sotto forma di virus. Quello che  interessa agli utenti – secondo le esigenze rilevate dall’azienda stessa – è che i PC siano veloci ed efficienti, i dati subito accessibili, e  non perdere tempo nella configurazione delle periferiche.

Google Chrome OS e Android
Quanto alla possibile sovrapposizione con Android, Google precisa che i due progetti sono separati anche se in parte si sovrappongono (per esempio, entrambi saranno disponibili sui netbook). Ma Android è destinato soprattutto ai dispositivi mobile, mentre Google Chrome OS è pensato per i PC, desktop compresi.

I “precursori” di Chrome OS
In ogni caso Google ci crede, e a far mente locale si possono riconoscere alcuni passi di avvicinamento a Google Chrome OS: oltre a Google Chrome, naturalmente, c’è Gears, un plug-in che permette di far funzionare le applicazioni web anche off line. E anche Google Apps engine, che permette di usare su piattaforma Google le applicazioni on line scritte nei linguaggi Phyton e Java.

Pro e contro del cloud computing
Per facilitare al massimo l’accesso al web dal PC, Google sfrutta gli indubbi vantaggi del cloud computing: mantenere più “leggera” la singola macchina, permettere la condivisione delle stessse applicazioni in contemporanea tra più utenti, poter accedere alle applicazioni da qualunque dispositivo compatibile. Per contro, rispetto alle applicazioni in locale, le applicazioni sul web sono più lente, meno “user friendly”, e quando la quantità di dati da scambiare diventa eccessiva mostrano la corda. E poi non tutti sono disposti ad affidare a terzi contenuti importanti, personali o aziendali che siano.

Scardinare il sistema Microsoft
Quello che Google sta tentando di fare ha anche i connotati di un attacco diretto a uno dei maggiori punti di forza del colosso di Redmond. Microsoft ha sempre sfruttato il rapporto privilegiato con i produttori di hardware per assicurare la massima diffusione dei suoi sistemi operativi, e ora Google si inserisce nel meccanismo, annunciando accordi con tutti i maggiori costruttori di pc. Proprio il successo dei netbook ha infatti reso evidente quanto sia oneroso il costo delle licenze dei prodotti Microsoft anche per chi acquista un nuovo pc, e Google, col suo sistema open source, consentirà ai produttori margini più alti o più elasticità nella gestione dei prezzi al pubblico.

Scontro di filosofie
Ma tra Microsoft e Google la sfida è anche nella filosofia di progetto. Da una parte grafica rutilante e multimedialità, con spreco di potenza ed energia, dall’altra semplicità e leggerezza, col rischio per Google di apparire fin troppo minimalista e di offrire un’ergonomia modesta. A meno che il nuovo sistema operativo non sappia stupire anche per l’interfaccia.

Jun
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Google Chrome OS, ecco i primi partner: mancano Dell e Intel, c’è Acer, Asus, Toshiba e HP

Poco dopo l’annuncio di Google Chrome OS arrivano i nomi dei primi partner che hanno aderito al progetto, per sostenere prima lo sviluppo e poi la vendita del sistema operativo di Google.

La prima lista diffusa comprende 9 nomi: Acer, Asus, Toshiba, HP, Lenovo tra i produttori di PC, Freescale, Qualcomm e Texas Instruments le aziende che producono i processori, più Adobe. La presenza di quest’ultima lascia supporre che Google Chrome OS comprenderà dall’inizio Adobe Flash, e forse tra le applicazioni on line potrebbe essercene alcune basata su Air.

Per quanto riguarda i produttori di PC (nessuno dei quali fa anche cellulari), spicca l’assenza di Dell, che comunque si riserva successive valutazioni e lascia aperta la possibilità di aderire in futuro al progetto di Google Chrome OS.

Tra le aziende che producono invece i processori risulta clamorosa (e misteriosa) l’assenza di Intel, che produce gli x86, esplicitamente indicati da Google come compatibili con Chrome OS. Tra i nomi presenti, invece, ricordiamo che Texas Instruments fornisce i chip del Palm Pre, mentre il Toshiba TG-01 è gestito da un processore Snapdragon di Qualcomm.

Tra i prossimi nomi che si aggiungeranno alla lista potrebbero esserci, con buona probabilità, altri membri della Open Handset Alliance (tra i maggiori, Samsung, LG, HTC, Motorola, Nvidia, T-Mobile, Telecom Italia, Vodafone).

Fonte: IT Pro Portal