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Android e Chrome OS, le prime differenze

Google inizia a raccontare, attraverso la voce del suo blog, del suo nuovo sistema, che ha gettato un sasso nello stagno dell’informatica personale; e, ovviamente, la prima domanda dell’utenza è stata: “… quanta differenza ci sarà tra il nuovo venuto e il già esistente, fortemente consolidato, Android?”.

Google ha già chiarito, in diverse forme, di non aver tenuto assolutamente in considerazione Android nello sviluppo del suo Chrome, evidenziando come, nel mercato, ci sia spazio per tutti e due e che la migliore politica per poter consentire la loro affermazione è apparsa quella di differenziarli al massimo.

Android, ormai riconosciuto leader del mercato in diretta competizione con Windows Mobile, “è stato disegnato con il primo scopo di interfacciarsi con la maggior parte delle periferiche, dai telefoni ai set-top box fino ai netbook di fascia bassa.

Sull’altro versante, Chrome OS è stato creato per persone che spendono gran parte del loro tempo e delle loro energie sul Web e destinato a computer di classe media, dai netbook fino a sistemi desktop full size”.

Google ha ammesso che aree dei due sistemi possono essere sovrapponibili, ma questo è accaduto solamente quando i benefici dell’uno potevano essere applicati, con vantaggio, all’altro. In effetti la migliore (e la più ovvia) delle differenze può essere riassunta paragonandola a quella che distingue Windows XP o Vista the Windows Mobile, l’altro outsider di Android nel mondo della telefonia mobile.

In ogni caso ambedue i contendenti di casa Google sono basati sul kernel Linux ma, in note tecniche diverse, Google ha descritto Chrome come un’architettura figlia diretta del browser omonimo e, per lo stesso motivo, destinata essenzialmente al Web. Altre voci autorevoli (Jack Gold, analista di Gold Associates) ha giudicato senza mezzi termini Chrome come un sistema destinato a trarre vantaggio dal cloud computing.

In ogni caso, i due sistemi, questo pare certo, non condivideranno lo stesso schema di comunicazione vocale, basato su codice completamente diverso. Resta invece comune, per ambedue, tutto l’ambiente di VoIP e, in genere, di codifica interna dei pacchetti vocali per la comunicazione peer-to-peer.

Nello stesso documento indicato nella fonte, Google ha tenuto a precisare, ancora una volta, di non avere alcuna intenzione di entrare in competizione con altri produttori di sistema operativo, dichiarando, nel contempo, che l’unico scopo per cui Chrome è stato creato è quello di mettere a disposizione un ambiente capace di avviarsi in pochi secondi e di funzionare su macchine di modeste risorse, senza per questo rinunciare a prestazioni di livello top.

Obiettivo difficile, certamente, ma Google ci ha abituato alle sorprese; e il fatto di aver chiesto, senza mezzi termini, aiuto alla comunità internazionale dell’open source dimostra ancora una volta le ambizioni di questo infaticabile gruppo.

Pubblicato da: admin

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